Miglior scarificatore 2017

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Cos’è uno scarificatore

Lo scarificatore è un attrezzo da giardino, progettato per praticare incisioni nel terreno ed eliminare le erbacce, per far si che sostanze nutritive, luce ed acqua arrivino alle radici più facilmente. A prima vista, uno scarificatore assomiglia moltissimo ad un normalissimo rasaerba, per cui, la sua composizione è data da un serbatoio per la raccolta, un motore alimentato elettricamente che ne garantisce il suo funzionamento ed un manico. Infatti, quando è acceso, questo attrezzo si occupa della rimozione dei residui di erba, delle erbacce e del muschio, andando nello stesso tempo, anche ad incidere la terra, cosicché possa assorbire più rapidamente l’acqua e “respirare” meglio.

Questo intervento, consente anche una maggiore penetrazione delle sostanze nutritive e dei raggi solai, che vanno ad alimentare direttamente le radici di piante ed erba. Scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze non è cosa semplice, e la prima valutazione da fare, è senza ombra di dubbio quella relativa alle dimensione del proprio terreno, che evidentemente, incidono in maniera proporzionale anche sulle dimensioni e sulla potenza dell’apparecchio. Un modello più grandi, infatti, consentirà di completare il lavoro su prati anche molto grandi più velocemente.

ScarificatoreIn particolare, una delle cose a cui devi prestare maggiore attenzione, è la grandezza del rullo, il quale si trova proprio sotto all’attrezzo, questo ha la funzione di eliminare erbacce e residui vari, oltre ad incidere il terreno. Dal rullo, dipende la quantità di terreno, che ad ogni passata si riesce a coprire. Una certa attenzione, va prestata anche alla conformazione delle ruote che si trovano nella parte posteriore dell’attrezzo. Il nostro consiglio, è quello di acquistare un attrezzo che sia dotato di ruote indipendenti, ossia che si muovo ognuna a proprio piacimento, poiché in questo modo, si riduce al minimo l’accumulo di terreno tra di esse e i movimenti risultano più fluidi.

Come deve essere fatto

Quando si parla di qualità dei materiali, non intendiamo soltanto quelli con cui uno scarificatore viene realizzato, ma anche quelli utilizzati per il suo assemblaggio. Il manico e il telaio, solitamente, vengono realizzati con plastica dura, o almeno così dovrebbe essere. Per cui questa è la prima verifica da fare prima di acquistare un attrezzo qualsiasi: verificare la solidità delle sue parti. Inoltre, bisogna assicurarsi che il prodotto sia dotato di un manico antiscivolo ed ergonomico, e deve consentire di adattarsi alle varie altezze dell’operatore.

Regolando il manico alla giusta altezza, potremmo svolgere il lavoro seguendo una postura corretta, il che ci farà stancare di meno e precedere con il lavoro nel modo migliore possibile. Un altro elemento molto importante da prendere in considerazione, è la capacità del contenitore dello scarificatore. Da un lato, questo va ad incidere sulla facilità di manovra del macchinario, infatti, più è ingombrante e più difficile sarà muovere lo scarificatore, mentre dall’altro, consente di svolgere il lavoro con meno pause possibili, perché se il modello è abbastanza capiente, non saremo costretti a svuotarlo spesso e volentieri.

Profondità d’incisione e potenza

Oltre ai modelli manuali, abbiamo anche gli scarificatori elettrici, i quali, per essere alimentati, devono essere collegati per forza di cose ad una presa della corrente elettrica. Ovviamente, a tal proposito, prima di acquistare questo modello, è necessario verificare la presenza di prese nell’area da trattare e la lunghezza del cavo dell’apparecchio. Il consiglio sarebbe sempre quello di evitare le prolunghe. Per ottenere risultati quantomeno “soddisfacenti” (sempre che non si abbia a disposizione un grosso budget per il suo acquisto), è quello di acquistare un modello che abbia un motore dal almeno 1400 watt.

Altra caratteristica che non dovrebbe mai mancare, è la possibilità di regolare la profondità di incisione del terreno, poiché in questo modo, sarà sempre possibile ottenere i risultati migliori. Sul mercato, inoltre, ad oggi troviamo molti modelli di scarificatore, che spesso vengono confusi con l’arieggiatore. I due macchinari, seppur molto simili, sono divisi comunque da piccole differenze.

Che cos’è la “scarificatura” del terreno

Durante la scarificatura del terreno, il prato viene liberato da vecchi residui di erba, muschio e pacciame in generale, oltre ad essere spuntato. Così facendo, il prato sarà in grado di assorbire una quantità di ossigeno maggiore, accelerandone la ricrescita. Questa operazione, in origine, veniva indicata con il nome inglese derivante dall’unione di due parole “vertical” e “to cut”, con il termine composto “verticutting”.

arieggiatorePer scarificare il terreno, il momento migliore dell’anno è la primavera, ovvero tra la metà del mese di Aprile e l’inizio di quello di Maggio. In questo periodo, infatti, il terreno si trova nelle condizioni ideali per ricrescere in maniera più rigogliosa. Se si dispone di uno scarificatore di qualità medio-alta, le lame affilate dovrebbero essere in grado di tagliare il prato con una elevata precisione. Così facendo, libereremo il suolo da feltro ed erba morta.

Uno scarificatore poi, dovrebbe essere sempre dotato di un cesto di raccolta, in modo che al termine delle operazioni, non si debba essere costretti a raccogliere manualmente il prato tagliato e i detriti che sono venuti alla luce. La grandezza del cesto di raccolta, dovrebbe essere commisurata alle dimensioni del prato da trattare. La scarificatura è perfetta per eliminare i fili di erba che crescono indipendentemente dalla nostra volontà in giardino. Ma proprio per questo motivo, ossia delle radici ancora deboli, uno scarificatore non andrebbe utilizzato su prati piantati da poco. Perché le radici facciano presa, infatti, sarà necessario attendere alcuni mesi. Prima di eseguire la scarificatura, orientativamente, un prato dovrebbe avere già 3 anni.

Scarificatore o arieggiatore?

Prima di capire quali sono le differenze tra i due macchinari, è bene spiegare cos’è un arieggiatore prato. Questo attrezzo è davvero molto utile per la rimozione del cosiddetto “feltro”. Un arieggiatore può essere sia elettrico che alimentato da motore a scoppio. Se dovete lavorare su superfici particolarmente estese, allora il consiglio è quello di orientarsi verso arieggiatori dotati di motore a scoppio, che non presentano il problema della presa di corrente. In caso contrario, ossia di prati e giardini di piccole dimensioni, un arieggiatore elettrico è più che sufficiente, oltre ad essere meno rumoroso e meno costoso.

In ogni caso, per non gettare al vento i soldi, è necessario scegliere il modello più adatto alle vostre esigenze. Oltre a tagliare l’erba con regolarità, per avere un prato perfettamente in ordine e “sano”, è necessario utilizzare anche un arieggiatore. Come suggerisce il suo stesso nome, questo attrezzo consente di “arieggiare” il terreno, rimuovendo erba tagliata, foglie e detriti, che impediscono alla terra di “respirare” correttamente, assorbendo con più facilità le sostanze nutritive e i raggi solari. In parole povere, un scarificatore incide il terreno per qualche millimetro in profondità, rimuovendo anche il primo strato delle radici, mentre un arieggiatore elimina il feltro e si limita a spazzolare il prato.

Quando utilizzare un arieggiatore prato

Diamo per scontato che avete un piccolo giardino dietro casa. Avete deciso di acquistare un arieggiatore elettrico. Quando bisogna utilizzarlo? Ci sono periodi dell’anno ben precisi? La risposta è si. Un arieggiatore elettrico andrebbe utilizzato:

  • Alla fine dell’inverno, nel momento in cui l’erba si prepara a spuntare nuovamente in modo rigoglioso, oppure;
  • Prima della semina, così che i semi possano finire nel terreno più facilmente, invece di restare incastrati nel sopra citato strato di feltro.

Detto questo, vediamo quali modelli di arieggiatore prato sono disponibili sul mercato. Come detto in precedenza, le categorie principali sono due, con motore a scoppio, oppure elettrici. Questi ultimi sono adatti a piccoli terreni, dato che il loro raggio di azione è limitato dalla presenza del cavo della corrente, mentre quelli dotati di motore a scoppio, sono più adatti ai grandi terreni, dove non è possibile reperire energia elettrica nelle vicinanze.

La qualità di realizzazione di un arieggiatore

arieggiatore pratoLa qualità dei materiali e la cura dell’assemblaggio, anche in questo caso sono determinanti. È necessario tener presente, che un macchinario di questo tipo, somiglia parecchio da un tagliaerba tradizionale, per cui, anch’esso è dotato di un motore, un telaio e un manico. Questi ultimi due, generalmente, vengono realizzati in plastica, per cui, uno degli aspetti fondamentali da verificare, come nel caso dello scarificatore precedente, è la solidità degli stessi. Ricordiamo che non tutti i terreni sono belli e curati come vorremmo, e nel caso di difficoltà (sconnessioni, pietre, ecc.), il macchinario dovrà presentare una certa solidità per non diventare “vecchio” velocemente.

Il telaio, dunque, deve essere progettato per resistere agli urti, anche quelli più violenti, ma anche all’umidità del terreno (soprattutto se lo si utilizza al mattino presto), e al calore della ore più calde. Il manico deve offrire una buona presa ed essere ergonomico. La struttura, invece, seppur solida, dovrà essere sufficientemente leggera, per consentire una maggiore facilità di manovra. Per svolgere al meglio il lavoro ed evitare di farsi venire dolorosi mal di schiena, invece, l’altezza del manico dovrebbe essere regolabile, in modo da potersi adattare alla statura dei vari operatori. Infine, nella parte inferiore dell’apparecchio, ci dovrebbe essere un rullo di lame, che possono variare in forma e dimensioni, solido ed efficace, poiché sarà esso ad occuparsi della rimozione dei detriti e a “pettinare” il terreno.

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